Alla ricerca di Francesco Veneziano

Author: Meg  //  Category: Blo(b)g

Chi è CaO?

Mi viene da ridere per come mi vengono i post. Perché i post mi vengono… come le malattie, diciamo come la varicella. Uno pensa per ore a scrivere un post (senza nemmeno accendere il pc) e poi mentre meno ci pensa: trac! Un argomento casuale e completamente diverso dal pensato (ad esempio il mio recente compleanno). E ciò accade soprattutto mentre cazzeggio al computer invece di studiare (in questo caso Petronio e il giallo…).
Cosi sono alla ricerca di CaO, Francesco Veneziano, che ha un blog, questo blog: http://linuz.sns.it/~fvenez/

Ahah e più lo leggo più mi fa ridere!

Abbiamo 3 cose in comune:
Siamo nati nell’84
Non beviamo niente di gasato (!)
Abbiamo letto Il maestro e Margherita di Bulgakov.

Poi lui si è laureato qualche anno prima di me con una tesi in matematica (va bè che la mia era  lunga il triplo della sua). Ed è un superintellettuale.
Bè l’ho trovato cercando Borges, ma dato che non sono né una matematica, né Borges, non trovo la sua mail!

CaO se mi leggi, ti saluto! Hai davvero un bel sito. Mi hai alleviato la noiosa mattinata :-)

Quand’ecco il Signore fece piovere dal cielo zolfo e fuoco…

Author: Meg  //  Category: Recensioni

Di solito rifuggo dai fenomeni di massa. Soprattutto quelli editoriali. Ok ho letto Il leone la strega e l’armadio, ma ero alle elementari.

Eppure quest’anno mi sono proprio dissociata (da me) e associata alla massa. Sempre che di massa si tratti. Quindi, complice la Magnifica (prof. di letterature ispano-americane…), quest’estate mi sono buttata nella lettura di due fenomeni: Camilleri e Saviano. Cioè Montalbano e Gomorra.

E di Gomorra oggi voglio parlare.

Un libro che ha fatto storia, ma che già oggi sfuma dietro le notizie-spettacolo dei Tg. Insomma ne hanno parlato tutti, ma chi l’ha letto? Piccola indagine: i miei amici/conoscenti no. E insomma mi sono messa a leggerlo io.

Diamo quindi inizio alla collana delle Recensioni! Analisi completamente personali e senza metodo.

Prima di tutto, che parli il testo.

“Il container dondolava mentre la gru lo spostava sulla nave. Come se stesse galleggiando nell’aria, lo sprider, il meccanismo che aggancia il container alla gru, non riusciva a domare il movimento. I portelloni mal chiusi si aprirono di scatto e iniziarono a piovere decine di corpi. Sembravano manichini. Ma a terra le teste si spaccavano come fossero crani veri. Ed erano crani. Uscivano dal container uomini e donne. Anche qualche ragazzo. Morti. Congelati, tutti raccolti, l’uno sull’altro. In fila, stipati come aringhe in scatola. Erano i cinesi che non muoiono mai. Gli eterni che si passano i documenti l’uno con l’altro. Ecco dov’erano finiti. […] Erano lì. Ne cadevano a decine dal container, con il nome appuntato su un cartellino annodato a un laccetto intorno al collo.”

Gomorra, p. 11

Un incipit che fa storia. Un’immagine che nel resto del libro sparisce, annebbiata dal fumo tossico dei rifiuti, dall’odore ferroso del sangue, dal sorriso luminoso dei boss a metà tra Tony Montana e Lapo Elkan. Un’Italia torrida che si diffonde nel resto del mondo, Aberdeen, Paesi Baschi, Africa, Russia, Colombia… Magistrale davvero la fredda apocalisse cinese in apertura, che sa di aria condizionata, di corpi blu che si frantumano sul suolo del porto di Napoli. Il mio prof. di lingua inglese sarebbe superfelice di vederla in un saggio di qualche studente…

Prima nota: Saviano scrive bene. L’argomento è rivoltante, orrendo, terribile, ma Saviano lo rende arte. Interessante, le parole ti catturano. E gli incubi vengono di notte…

Tutto il libro ti trascina nel suo turbine. Saviano conosce il sistema e lo racconta, lo narra, così come si racconta la propria esperienza. Colpisce più di un’immagine televisiva, più di un romanzo. La realtà prende forma nella tua testa. E non si scappa: è la realtà. Una realtà che ti circonda, invisibile, e che all’improvviso è dentro di te. Si insinua nella tua coscienza. E così capisci che ti pervade, che corrompe ogni cosa che tocchi e che vedi. Dai servizi estivi dei telegiornali (quanti morti ammazzati in Campania?) al “vù cumpà” sulla spiaggia, alla mozzarella che metti nell’insalata. Ma anche alla maglietta di marca che indossi, ai commercianti che tanto piangono la crisi, alla confezione di plastica che sto per buttare nell’immondizia.

Ciò che è più inquietante è la strettissima relazione tra legalità e illegalità. Sembra che oggi tutti siano disposti a muoversi fuori dalla legge per avere un tornaconto personale. Non ci sono più piccoli eroi. Alla fine mentire un poco, pagare in nero, non chiedere (o fare) lo scontrino, cadere nei luoghi comuni sugli immigrati, rubacchiare. Nessuno vuole più un mondo giusto per tutti. [Ovviamente non esiste “UN (unico) mondo giusto per tutti”, come qualche statunitense, e non solo, crede: ogni cultura, civiltà, gruppo etnico, deve mediare infinite volte con gli altri per raggiungere la pace, compresa la nostra cultura, la nostra civiltà e il nostro gruppo etnico... N.d.a.]. tutti, dico tutti, anche i più insospettabili, vogliono vincere il superenalotto. E degli altri? Ce ne freghiamo. “Perché quando il compagno Marx si portava ancora non male il nemico del popolo era il padrone ed il capitale, ma adesso che non va più e lo stato sociale è finito il nemico del povero è il più povero e così all’infinito.”

Dopogomorra niente è più come prima. Anche se prima o poi il mondo sommergerà anche Gomorra. Spero di fare da catarifrangente e allungare un pochino la luce di questo evento. Insomma leggetelo tutti!!!

Indicazioni di lettura:

Angelina Jolie… per le giovani della Milano da bere.

Holliwood… per gli amanti del cinema e della letteratura gialla.

Quotes:

“La logica dell’imprenditoria criminale, il pensiero dei boss coincide col più spinto neoliberismo.” (p. 128)

“Non permettiamo uomini che le nostre terre diventino luoghi di camorra, diventino un’unica grande Gomorra da distruggere! […] Dobbiamo rischiare di divenire di sale, dobbiamo girarci a guardare cosa sta accadendo, cosa si accanisce su Gomorra, la distruzione totale che dove la vita è sommata o sottratta dalle vostre operazioni economiche.” (pp. 264-265)

“Non è il cinema a scrutare il mondo criminale per raccoglierne i comportamenti più interessanti. Accade esattamente il contrario.” pp. (272-273)

http://www.robertosaviano.it/

La finestra sul cortile

Author: Meg  //  Category: Blo(b)g

Ebbene si sono slogata! Chi mi conosce lo sa… sono “un rottamino”. E così scendendo da un glorioso marciapiedi imperiese, mi sosno sfilacciata un legamento (cosa che solo io e con grande melodramma, potrei dire, senza capire un’H). Insomma stampellata. E (ri)così, appena tornata dal mare, con un’abbronzatura da sfoggiare in casa col ghiaccio sulla caviglia, mi si consumano gli occhi davanti al megasamsung da 22”.
Vedo che l’attività blogghistica, o bloggatoria, è calata decisamente. Ok io per primissima. Però una volta c’ra MSN Spaces (con tutti i suoi difetti) e li si creava la propria net. Poi arrivò Facebook e addio. Non credo che per ora ci si debba preoccupare di Twitter, anche se ha i suoi estimatori. Insomma FB ti fa chiaccherare direttamente con gli amici e (soprattutto :-) farti fare i cacchi loro. Quindi chi legge più i blog?
Morale a parte, io vorrei riprendere a scrivere (no non voglio seguire Scrittura Creativa, NO!). A scrivere così amatorialmente per farmi sentire da chi passa per caso di qui. Insomma i miei lettori ce li ho anch’io. Pochi ma buoni, glielo ricorderò su FB, o via mail, di questo blog. Soprattutto ora che ho tempo di aggiornarlo, anche se il ferragosto si avvicina (ricordate che il giorno dell’Assunta nacque Napoeleone… e anch’io). E i vacanzieri scappano. Sebbene quest’anno sembrino pochi gli “agostesi”. Tutti a casa con la crisi, o con la tisi, o con chi hanno voglia!
Commentate, fatevi sentire, scrivete, telefonate… I’m back.

…E BUONA FESTA DELLA LIBERAZIONE!

Author: Meg  //  Category: Politica & società

Io so solo che i miei nonni erano in montagna… dopo i loro racconti, le parole non servono più!

Buona Pasqua!

Author: Meg  //  Category: Spirito

Nebbia e freddo, giorni lunghi e amari

mentre il seme muore.

Poi il prodigio antico e sempre nuovo

del primo filo d’erba.

E nel vento dell’estate ondeggiano le spighe

avremo ancora pane.

Benedici, oh Signore,

questa offerta che portiamo a Te,

facci “uno” come il pane

che anche oggi hai dato a noi.

Nei filari dopo il lungo inverno

fremono le viti.

La rugiada avvolge nel silenzio

i primi tralci verdi.

Poi i colori dell’autunno

coi grappoli maturi

avremo ancora vino.

Benedici, oh Signore,

questa offerta che portiamo a Te,

facci “uno” come il vino

che anche oggi hai dato a noi.

Blood orange

Author: Meg  //  Category: Blo(b)g

Stasera sono distrutta… diretto delle 8,20, consegna domanda cartacea erasmus (con conseguente ansia psicofisica), stampa dispenza di 200 pagine professore pazzo, 8 ore (dico 8!) di lezione tra Mercalli e Sant’Alessandro, corsa in Cattolica, corsa in XXIV maggio, un’ora e 25 di capoeira, corsa al treno, corsa sotto la doccia, mangiato di corsa e adesso compiti.

Sono anche un po’ arrabbiata perchè ho bisogno di molta attenzione.

Quindi ho ucciso un’arancia rossa, ho le mani tutte sporche di succo rosso sangue. Wow! W il padrino.

Buonanotte

Meg

La vie en blue

Author: Meg  //  Category: shopping

Ok… dopo una terribile sessione di esami (pietra sopra), mi sto preparando a tornare a lezione! Mega mangiata di sushi con gli amici, doccione rigenerante, un po’ di sano relax (non troppo che devo fare una caterva di compiti, senza contare che devo aiutare Davide - il mio ragazzo nda - per il FCE…)!

Ma! Tornando a noi, finalmente parliamo di qualcosa di bello: shopping! Sì perché in questo lungo gennnaio-febbraio sono riuscita pure a fare 3 (dico 3) giri di shopping con Sara (personal shopper di fiducia) e Davide.

È strano come un colore entri nella tua vita d’improvviso. Antefatto: io odio il blu, il marrone (perché non abbinabili con il mio adorato nero) e il beige (così come tutti i colori che mi sbattono). E poi d’un tratto Max & Co. ti fa un cappottino a sacchettino con le maniche un po’ a sbuffo proprio nel giorno in cui decidi di andare a fare shopping per i saldi e bam! Suddenly sono tutta vestita d’azzurro, e ho anche una maglietta blu! Bé blu elettrico, che non è proprio blu… abbinata a sciarpina in cachemire (o pashmina nepalese) azzurra, guanti azzurri e ombrello azzurro.

Cappottino Max & Co.

Non faccio shopping spessissimo, ma il più delle volte sviluppo una smodata adorazione per ciò che compro, come per il nuovissimo cappottino azzurro, che sostituisce una worn out giacca rossa H&M, pace all’anima sua. Nel medesimo giro milanese per negozi ho anche trovato un paio di pantaloni al ginocchio di tweed, grigio fumo di Londra, adattissimi alla pioggia di questi gennaio (da Muji, 17,70 euro! Dove ho anche comprato a metà prezzo un altro bellissimo bentino bianco) e un maglioncino extralungo nero con le maniche a sbuffo (dal prezzo irripetibile, sempre di Max & Co.)… che fortuna fortunella! Sono felice come un re! In più pantaloni H&M sempre di misto lana e sempre grigi con bottoni da marinaio e piega… e qui entra inaspettatamente in scena il marrone: scarpe di cuoio super-alterna, dolcevita beige e maglioncino della mamma marrone! Insomma un fine-inverno tutto sottosopra!

Bene, ora che il consumismo ha parzialmente ammortizzato le auto-delusioni della sessione invernale mi godo il freddo sole padano e me ne vado in biblio! E ricordatevi: “chi dice che comprare cose non rende felici, non sa dove andare a fare shopping”!

A presto!

Morte in un letto, morte per strada

Author: Meg  //  Category: Politica & società

Sono schifata da come il governo italiano (e il suo popolo, di cui, spesso e purtroppo, è degna emanazione) si sia tuffato nell’ennesima macrobomba mediatica sulla vicenda di una ragazza che vuole morire e non faccia assolutamente niente (in proporzione) per chi vuole vivere. I senzatetto senza cibo e senza la pietà dell’opinione pubblica, i malati, anche immigrati, anche clandestini, che non si cureranno più per non essere denunciati, gli operai che lavorano senza sicurezza, gli uomini uccisi dalla mafia, chi abita fuori dall’Italia, in guerra, schiavitù, persecuzine, attanagliato dalla fame e dalle malattie. Per tutti questi vivi, in pericolo costante di morte, non si fa quasi nulla. Per una ragazza che vuole morire, un decreto.

Forse dovremmo rivalutare un po’ le nostre prospettive.

Un Testamento di mattoncini

Author: Meg  //  Category: just 4 fun

Quando ti dicono che leggere Borges è (non “è come”, è proprio “è”) entrare in un labirinto in cui ti perderai… non ci credi. E ti sbagli!

Senza cadere nella trappola delle due imperatrici del dubbio: Perass & Scarabell (docenti di letteratura ispano-americana, e ho detto tutto), che tendono a minare la salute mentale dei poveri studenti dell’Unimi con riflessioni al limite del surreale… vi racconterò una storia che ha un epilogo davvero divertente!

Tutto è partito da Borges, il labirinto e l’eterotopia (via di Wikipedia che lo trovate)… il giardino dei sentieri che si biforcano ricorda proprio un’eterotopia come i quadri di quell’autore anni ‘50… si Escher! San Google accore… cerca le immagini ed ecco l’eterotopie. “Non luoghi” inquietanti… mani che si disegnano, palazzi a 4 dimensioni, scale che salgono e scendono senza un ordine e… un’immagine dei LEGO? Clicckiamo sull’immagine della lego ed ecco “the simplest of building elements rendering the most complex of spaces”. Qualche genio malato ha pensato di ricostruire delle eterotopie con i mattoncini più famosi del mondo! E io che avevo il vascello dei pirati e il villaggio indigeno (con tanto di ponti di corde e coccodrilli)… Ma il simpatico reporter della notizia ha anche linkato un’altra opera di mattoncini… e qui la fantasia si inchina al genio supremo del Rev. Brendan Powell Smith (non so quanto reverendo sia, ma tanto di cappello), che ha creato (quasi) L’INTERA BIBBIA CON I LEGO!

Centinaia di scene bibliche costruite con omini gialli (guardatevi Giobbe!) che vale la pena conoscere! Io le userei per illustrare il nuovo catechismo… ;-)

Insomma per tutti gli appassionati “LEGOmani” un sito che non si può non vedere.

Grazie a Borges…

Il più semplice materiale da costruzione per realizzare il più complesso degli spazi...
Il più semplice materiale da costruzione per realizzare il più complesso degli spazi…

Ciao mondo!!!

Author: admin  //  Category: Senza categoria

Mi piaceva il titolo quindi l’ho tenuto: Ciao mondo!

Anno nuovo, vita nuova (credici) e ho fatto i bagagli! Sì, Meg in a Box, con la sua scatoletta, si è trasferita, da LI a QUI! Ho deciso di mollare il vecchio blog per la mia atavica antipatia per Micro-soffice e grazie all’intervento di un caro amico (grazie Raf ;-).

Dunque, presentazione…

Per chi mi conosce già, bè lo sa!

Per tutti gli altri: sono una ragazza abbastanza eclettica e comincerò dalle cose che mi piacciono… dette così a caso… il sushi, i bento, l’università, le lingue straniere (in particolare lo spagnolo, l’inglese e il portoghese, ma adoro imparare qualche parola di ogni lingua che incontro), la traduzione, la letteratura, l’interculturalità, l’America Latina, la salsa (specie se cubana e sull’uno), la capoeira, ballare, la musica in generale (dal britpop allo ska, al caraibico…), Londra, i popoli indigeni (qualsiasi indigeno, dall’irlandese al maya), il mare, il caldo, l’estate, il sole, la neve, i fenomeni atmosferici e geologici, fare sub, viaggiare, i criceti, il mio Eee pc, Linux (opensource e freeware), sciare, il the, Taizé, la campagna, Milano, qualcosa in TV e Facebook. Se qualcosa di tutto ciò vi va a genio, io sono qui!

Insomma un bel minestrone (per non parlare del cibo).

Chiaramente questo è un minimo, ed è il primo post!

Ora devo andare (giustamente) a prepararmi per il chateo con la mia prof di ispanoamericano… sul debito straniero in Argentina!

Quindi… a presto, anzi – dato che sono ammalata – a prestissimo!

(come sono anglosassoni gli hyphen!)

Meg

PS: ho un ragazzo che adoro e della amicizie stranissime di cui non posso fare a meno e che volevo salutare!